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Breve storia dei tarocchi

Il termine tarocco, oggi richiama immediatamente il concetto di falso, artefatto, fraudolento. Una moto è “taroccata” quando viene modificato il suo assetto originario, per esempio. Quindi si pensa alla lettura delle carte a scopo di lucro per soddisfare le richieste di persone ingenue o annoiate o affamate di risposte veloci a problemi concreti. Questo è il segno dei tempi, infatti. A una domanda deve esserci una risposta immediata, non importa se plastificata e innaturale.

Nelle 78 carte o lame dei tarocchi noi distinguiamo facilmente due gruppi distinti. I 22 Arcani maggiori o Trionfi o Atutti (Atouts) perché più forti delle carte numerali, prendendole tutte, con figure fortemente simboliche e un gruppo di 56 arcani minori, carte numerali che anticamente erano dette naibi. Sembrerebbe che gli arcani minori siano stati i primi a comparire in Europa e gli arcani maggiori siano stati aggiunti solo in seguito. 

Le carte prodotte a Firenze, dette Minchiate, invece, comprendevano 41 trionfi:

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I tarocchi, quindi,  hanno origine nei modelli più profondi dell’inconscio collettivo. I tarocchi sono una strada per la conoscenza di noi stessi, un viaggio nella profondità dell’essere umano. Gli Arcani maggiori o Trionfi o Atouts, sono le esperienze silenziose che incontriamo nella nostra vita fino alla realizzazione completa del perfetto uomo alchemico. E l’alchimia è predominante anche se sottaciuta o nascosta in questa fase storica prerinascimentale. Ma i tarocchi, con gli atouts, potrebbero essere anche l’esposizione simbolica di una setta eretica quali il gruppo degli albigesi-catari-bogomili, o altre sette dualistiche che influenzarono fortemente gli ambienti aristocratici del Tre-Quattrocento Italiano. Ma l’inquisizione fece tabula rasa di queste correnti e non è praticamente sopravvissuto nulla di quelle teorie tranne la forte connotazione della reincarnazione che traspare dalla processione delle lame. Infatti in Spagna appaiono gli arcani minori ma mai i Trionfi.E poi altri 6 privi di numerazione: La stella, il sole, la luna, la fama, il mondo e il matto.

La simbologia degli arcani minori è semplice: nelle spade c’è la nobiltà, nelle coppe il clero, nei denari ci sono i mercanti e la borghesia nascente e nei bastoni i contadini. Nell’insieme i Trionfi ricordano un assemblaggio delle conoscenze rinascimentali e della riscoperta del platonismo e di Plotino con qualche addentellato della pittura medioevale  fiamminga (il Bosch con il bagatto e il matto). Comunque sia la meditazione sulle lame attiva l’intuito umano e per questa ragione costituiscono un esercizio insostituibile non solo per chi si occupa di psiche umana ma per tutti noi. In particolare le lame degli Arcani maggiori del mazzo detto “marsigliese” è particolarmente adatto alla meditazione perché ci offre una storia figurata apparentemente semplice che tuttavia imprime forti connotazioni emozionali e differenti messaggi subliminali.

I tarocchi ci insegnano a immaginare e intuire nel modo giusto entrando in sincronia con ciò che è reale. Il linguaggio dei tarocchi è quello del sogno e della malattia psicosomatica cioè il linguaggio in parte perduto e celato dei simboli. La lettura dei tarocchi è solo un esercizio. Ma quale esercizio!

MAURIZIO CARLO CUSANI